"Torino Hotel"
New single and live tour from
Riccardo D’Avino

March 24, 2022

The new single paints D’Avino’s city as a hotel, where majority of people spend only night or weekends, but work elsewhere during the day. It’s an elegant but poorly maintained “hotel,” where many “customers” choose not to return, looking for a better one elsewhere. A place that thrives on many good memories and many people who forget it.


In short, the song coveys they decline of the city. A city that, after the renewal thrust of the 2006 Winter Olympics, has lost much of its attractiveness and life. A place from which more and more people are leaving, looking for more opportunities in other places in Italy or abroad. Some journalists have even called it "The Milan Hotel" or "West Milan," given that several of its inhabitants are now commuters who only go back to sleep in the evening.


D'Avino, himself, moved to Milan for some time, in search of more possibilities and a more open mind. Nonetheless, he loves Turin and with this passage, intends to denounce the situation in which it has been for years, that is to say that of a beautiful and elegant city, which however by now essentially lives off a bit of football, the latest excerpts of Fiat post-industrialism, and a lot of nostalgia for everything that was invented here and then destroyed, or that was moved elsewhere or is likely to be.


D'Avino will also release a small documentary linked to the song, which will contain some interviews I have done with local politicians and ordinary people. Among them, there are those who have left Turin and those who have remained there, among the many difficulties. It is a small shot that wants to enter further into the world of his song, to tell the city in its own way.


Il nuovo singolo dipinge la città di D'Avino come un hotel, dove la maggior parte delle persone trascorre solo la notte o i fine settimana, ma lavora altrove durante il giorno. È un “hotel” elegante ma mal tenuto, dove molti “clienti” scelgono di non tornare, cercando altrove uno migliore. Un luogo che vive di tanti bei ricordi e di tante persone che lo dimenticano.

 

In breve, la canzone trasmette il declino della città. Una città che, dopo la spinta al rinnovamento delle Olimpiadi Invernali del 2006, ha perso gran parte della sua attrattiva e della sua vita. Un luogo da cui sempre più persone partono, in cerca di maggiori opportunità in altri luoghi in Italia o all'estero. Alcuni giornalisti l'hanno addirittura chiamato "l’Hotel di Milan" o "Milano Ovest", visto che molti dei suoi abitanti sono ormai pendolari che tornano a dormire solo la sera.

 

Lo stesso D'Avino si è trasferito per qualche tempo al Milan, alla ricerca di maggiori possibilità e di una mente più aperta. Tuttavia, ama Torino e con questo passaggio intende denunciare la situazione in cui si trova da anni, ovvero quella di una città bella ed elegante, che però ormai vive essenzialmente di un po' di calcio, gli ultimi stralci del postindustrialismo Fiat, e tanta nostalgia per tutto ciò che qui è stato inventato e poi distrutto, o che è stato spostato altrove o rischia di essere.

 

D'Avino pubblicherà anche un piccolo documentario legato alla canzone, che conterrà alcune interviste che ho fatto a politici locali e gente comune. Tra loro c'è chi ha lasciato Torino e chi vi è rimasto, tra le tante difficoltà. È un piccolo scatto che vuole entrare ancora di più nel mondo della sua canzone, per raccontare la città a modo suo.